03/11/2009

Spese militari

Nel 2010 l'Italia, all'ottavo posto al mondo per spese militari, spenderà oltre 23,5 miliardi di euro per la Difesa.

Questi costi sono dovuti alle oltre trenta missioni militari italiane all'estero, al mantenimento di un esercito professionale di 190mila uomini (dove il numero dei comandanti - 600 generali e ammiragli, 2.660 colonnelli e decine di migliaia di altri ufficiali - supera quello dei comandati), ma soprattutto all'acquisto di costosissimi armamenti: dai nuovi sistemi d'arma dalla portaerei Cavour (1,4 miliardi di euro), alle fregate Fremm (5,7 miliardi) ai 131 cacciabombardiere F-35 (13 miliardi).

27/10/2009

Melissa Laveaux - Needle in the hay

What an amazing voice!

26/10/2009

Simulazioni di combattimento di caccia israeliani in Sardegna

(tratto da Il Manifesto del 24 -10-09)
di Costantino Cossu - CAGLIARI
ITALIA-ISRAELE Caccia con la stella di Davide assieme ai Tornado per una simulazione di combattimento a lungo raggioWar game di Tel Aviv in Sardegna, in vista dell'attacco a Tehran.
La Sardegna come piattaforma per le guerre prossime venture dello Stato di Israele.
Dal 5 al 16 ottobre, nella base dell'aviazione militare di Decimomannu, a una ventina di chilometri a nord di Cagliari, Tornado italiani e F16 con la stella di Davide (il 107° squadrone Knights Orange e il 69° Hammer) si sono addestrati insieme in una simulazione di combattimento a lungo raggio, esattamente quanto gli aerei di Gerusalemme dovrebbe fare se il governo Natnyahu lanciasse un attacco preventivo contro l'Iran.
«Aquila dell'Anatolia» (questo il nome in codice dell'esercitazione) avrebbe dovuto tenersi in Turchia, nella base di Konya, dal 12 al 23 ottobre, nel quadro di un programma di operazioni di addestramento che dal 2001 la Turchia effettua con le forze della Nato. Ma poiché insieme ai caccia dell'Alleanza atlantica avrebbero dovuto volare quelli israeliani, il governo turco ha detto no e l'esercitazione è stata annullata. La stampa israeliana ha messo in relazione la decisione del governo di Ankara con l'operazione «Piombo fuso» a Gaza, alla quale i caccia israeliani hanno partecipato seminando morte e distruzione.Quanto alle esercitazioni a Decimomannu non è la prima volta che gli F16 di Gerusalemme si addestrano in Sardegna. Lo fanno regolarmente dal 2003. Nel 2006, prima di una manovra aerea della Nato allargata ad altri paesi, la Svezia, saputo della presenza dei caccia con la stella di Davide, aveva annullato la sua partecipazione facendo notare che gli squadroni aerei israeliani sono gli stessi impegnati dal governo di Tel Aviv nella guerra contro i palestinesi. D'altra parte, la collaborazione tra Nato e Israele da una parte e Israele e forze armate italiane dall'altra non è certo un mistero. Dall'aprile del 2001 esiste un accordo di collaborazione e di integrazione militare tra Alleanza atlantica e Israele. Nel giugno del 2003 è stato stipulato un memorandum d'intesa tra Roma e Tel Aviv per la collaborazione nel settore militare e della difesa (importazione, esportazione e transito di materiali bellici, organizzazione delle forze armate e addestramento), che è stato ratificato dal parlamento il 17 maggio del 2005. Per non parlare della collaborazione tra l'americana Boeing e l'italiana Alenia per la fornitura a Israele delle tecnologie necessarie a convertire «normali bombe» in «bombe intelligenti».
Rispetto a questo quadro, oggi le novità stanno nella particolare congiuntura politico-diplomatica e nelle specifiche finalità dell'esercitazione che si è tenuta pochi giorni fa a Decimomannu con il nome in codice Starex 2009. Per quanto riguarda il primo aspetto è evidente, di fronte al no della Turchia, la volontà del governo italiano di offrire prontamente una soluzione all'aviazione israeliana con lo scopo di confermare un appoggio alle scelte militari del governo Netanyahu che appare sempre più netto. Per il secondo aspetto, quanto si legge su Starex 2009 nel sito on line della base di Decimomannu dice tutto con chiarezza: «Lo scopo di questa esercitazione è quello di affinare le procedure e le tecniche per potere prontamente agire in missioni di controllo delle crisi internazionali. La necessità sempre più frequente di operare in scenari multinazionali impone, infatti, la perfetta integrazione di sistemi di paesi diversi attraverso lo sviluppo di standard procedurali al fine di conseguire la massima efficacia d'azione». Alle scelte militari di Israele, il governo italiano è pronto, oggi e domani, a dare non solo sostegno politico ma anche supporto logistico e operativo.

24/09/2009

Violazioni contro una minore palestinese nella prigione israeliana di Hasharon

Please protest against the victimisation of a Palestinian minor, who courageously lodged a complaint against sexual harassment by one of the male guards in the Israeli Hasharon Prison.

The minor from the occupied West Bank is now held in isolation, as part of the victimisation campaign she is being subjected to by the prison authorities - see details below in the email from Tirtza Tauber of WOFPP.

Please protest to the Israeli authorities [see details below] and demand that the minor is immediately released from isolation. It is important that you emphasise that she would immediately be placed together with other Palestinian female prisoners unless she is immediately released from prison to be reunited with her family.

Please urgently write to Ron Prosor, Israeli Ambassador to Britain:
and/or
Public@london.mfa.gov.il Embassy of Israel, 2 Palace Green, London, W8 4QB.

Also write to Israel Prisons Service:
Prisons Service Commissioner, P.O. Box 81, Ramle 72100,
Israel Fax: +972-8-9193800

Please circulate this call for action.

18/09/2009

Termina la lotta all'Esab: gli operai firmano l'accordo con l'azienda. A malincuore.

L'assemblea dei lavoratori della Esab di Mesero ha deciso - con 52 voti a favore e 8 contrari - di firmare la bozza di accordo delineata pochi giorni fa al Ministero del Lavoro tra RSA e vertici dell'azienda. Si tratta per i lavoratori di una scelta amara, che pone fine all'occupazione della fabbrica e al presidio sul tetto iniziato il 2 settembre scorso. Nel video le ragioni di chi ha votato a favore e chi contro.

video

L'accordo presenta infatti luci ed ombre: migliorano le condizioni di uscita, soprattutto per chi verrà accompagnato alla pensione (integrazione fino al 90% dello stipendio), e per gli altri, 2 anni di cassa integrazione ed incentivo all'esodo di 24.000 euro per chi va in mobilità volontaria, ma non c'è nessuna garanzia in merito alla ricollocazione e alla reindustrializzazione dell'area. Per questo la CUB, pur sostenendo la scelta dei lavoratori e delle RSA, ha deciso di non firmare l'accordo.

10/09/2009

Concertare, concertare...ci sono sindacati che fanno il loro mestiere e altri no...

Ruth è una delle cameriere dell'Hilton di Milano che l'azienda ha deciso di licenziare dopo molti anni di servizio e professionalità. Vale la pena sentire dalla sua viva voce le difficoltà di un lavoratore che vuole lottare nel suo posto di lavoro e che si trova la strada sbarrata da un sindacato concertativo.
La Hilton non è in crisi, ma ha semplicemente pensato di esternalizzare delle lavoratrici ad aziende e cooperative a cui subappaltare lo stesso identico lavoro. In altre parole, all'azienda servono queste lavoratrici e la loro esperienza, ma le vuole "usa e getta", con contratti temporanei e senza garanzie contributive e salariali. Appena saputo dell'apertura della procedura di mobilità, Ruth ha chiesto al sindacalista della RSU (CGIL) che cosa si poteva fare per opporsi a tale decisione. Con sua sorpresa, si è sentita rispondere che non c'era niente da fare, se non andare al tavolo e trattare con l'azienda le condizioni dell'esternalizzazione. E' stata scoraggiata dall'idea di organizzare uno sciopero e qualsiasi forma di lotta. La sua sfiducia nei confronti del sindacato è cresciuta fino al punto di non volerne più sentir parlare. Poi, per caso, è entrata in contatto con la CUB e ha trovato un sindacato che l'ha sostenuta nella sua voglia di lottare di fronte all'arroganza della dirigenza Hilton. Come dice Ruth "abbiamo fatto sciopero e ne faremo altri. Ora per me la priorità è fare di tutto per difendere il mio lavoro e la mia dignità".

07/09/2009

Il governo Norvegese disinveste dalla compagnia israeliana Elbit System

Il governo norvegese ha deciso di togliere i suoi investimenti nella compagnia Hi-Tech israeliana Elbit, che ha partecipato alla costruzione e alla gestione del Muro dell'Apartheid costruito dal governo israeliano.
Si tratta di un piccolo gesto (in realtà ad essere colpita dal boicottaggio è solo il ramo dell'azienda Elbit System, esperta in sistemi di videosorveglianza e difesa), ma, come sottolinea lo storico Ilan Pappe, dal grande significato politico. La decisione è stata infatti presa dalla Ministra delle Finanze Kristin Halvorsen in accordo con la sua "consulta etica" e illustrata nel suo significato politico in una conferenza stampa che ha costretto i media israeliani a riportare la notizia.
Un buon esempio della strategia BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) che andrebbe seguito a livello Europeo.

04/09/2009

ESAB: operai sul tetto, fabbrica occupata

Mercoledì 2 settembre gli operai della ESAB di Mesero, nel magentino, hanno occupato la fabbrica e un gruppo di loro è salito sul tetto per far sapere all'azienda che deve assumersi la responsabilità di garantire la continuità produttiva in loco e farsi carico dei costi sociali della chiusura dello stabilimento.



Il 22 giugno 85 lavoratori su 143 erano stati messi in mobilità. Per ragioni di pura speculazione la multinazionale ha infatti deciso di chiudere la filiale di Mesero, nonostante il buon andamento dell'azienda e di delocalizzare la produzione nell'Europa dell'est, lasciando in Italia solo la commercializzazione dei prodotti. Agli scioperi e alle proteste coordinate dalla CUB è seguito, il 3 agosto, l'incontro in Regione Lombardia, dove si è fatto un pre-accordo per convertire la mobilità in cassa integrazione straordinaria.

L'accordo prevede da parte della proprietà la garanzia di nuova occupazione per i restanti 58 lavoratori e la re-industrializzazione dell'area. Neanche la richiesta di un impegno da parte della multinazionale a un'integrazione della cassa per garantire il 100% del salario è stata accolta.

La resistenza degli operai continua, la CUB e Rifondazione Comunista invita lavoratori, delegati e società civile a esprimere la propria solidarietà al presidio della ESAB, in via Mattei 24 a Mesero.
"Non c’è motivo per cui l’azienda se ne debba andare da qua se non solo per fare più utili. Qua sono sempre andati benissimo. Siamo di fronte a una finanziaria che ha interessi speculativi e vuole solo fare continuamente utili e utili, senza essere mai sazia perché ne vuol fare sempre di più. Devono cambiare le leggi, ma prima di tutto dobbiamo cambiare noi, sindacato e lavoratori perché fino a quando siamo spezzettati e non capiamo che il problema della chiusura delle fabbriche è un problema di tutti, faremo sempre una guerra fra poveri" Bruno Calcaterra, RSA CUB Esab.

31/08/2009

Queremos que sean como el Che

Santa Clara, Cuba.

02/08/2009

SGOMBERO ALL'INNSE

Questa domenica 2 agosto 2009 c'è stato un massiccio intervento delle forze dell'ordine per sgomberare il presidio degli operai della INNSE e per scortare in fabbrica 40 addetti allo smontaggio di sei macchine produttive vendute dal vecchio proprietario Silvano Genta. Lo smantellamento di queste macchine comporterebbe la fine di qualsiasi trattativa volta a trovare un imprenditore interessato a rilevare l'azienda e a rimettere in moto l'attività produttiva con tutti i suoi 49 operai.

Il Segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero davanti ai cancelli dell'INNSE di Lambrate riferisce delle iniziative messe in campo da Rifondazione Comunista per bloccare questo intervento improprio della Questura di Milano.



Dopo aver sgomberato la portineria dove i 49 operai mantenevano un presidio della fabbrica da 14 mesi, un ingentissimo numero di forze dell'ordine hanno chiuso via Rubattino, portato via il camper e iniziato a presidiare la via e le entrate della INNSE. I lavoratori hanno subito organizzato un presidio, chiamando a raccolta tutti quanti hanno sostenuto la loro lotta in questo anno. Ci sono stati momenti di tensione con le forze dell'ordine, in particolare quando si è cercato di entrare dai cancelli verso Redecesio e quando, con un'azione improvvisa che ha disorientato la polizia, si è riusciti a bloccare per alcuni minuti la tangenziale est, impedendo l'uscita in via Rubattino.


Sono poi intervenuti il Segretario del Prc Paolo Ferrero e il Segretario della Fiom Giorgio Cremaschi, che hanno rilanciato le richieste della RSU dell'INNSE, per bloccare, almeno per oggi, l'opera di smantellamento delle macchine e per poter rientrare nella portineria per passare la notte. Domani ci sarà un incontro in Regione alle ore 9 e poi di nuovo a raccolta davanti ai cancelli dell'INNSE, via Rubattino 81. I lavoratori della Innse fanno appello a tutti i compagni, i militanti, i lavoratori e gli studenti chepossono di recarsi il più presto possibile al presidio che si sta organizzando.