Questi costi sono dovuti alle oltre trenta missioni militari italiane all'estero, al mantenimento di un esercito professionale di 190mila uomini (dove il numero dei comandanti - 600 generali e ammiragli, 2.660 colonnelli e decine di migliaia di altri ufficiali - supera quello dei comandati), ma soprattutto all'acquisto di costosissimi armamenti: dai nuovi sistemi d'arma dalla portaerei Cavour (1,4 miliardi di euro), alle fregate Fremm (5,7 miliardi) ai 131 cacciabombardiere F-35 (13 miliardi).
03/11/2009
Spese militari
Questi costi sono dovuti alle oltre trenta missioni militari italiane all'estero, al mantenimento di un esercito professionale di 190mila uomini (dove il numero dei comandanti - 600 generali e ammiragli, 2.660 colonnelli e decine di migliaia di altri ufficiali - supera quello dei comandati), ma soprattutto all'acquisto di costosissimi armamenti: dai nuovi sistemi d'arma dalla portaerei Cavour (1,4 miliardi di euro), alle fregate Fremm (5,7 miliardi) ai 131 cacciabombardiere F-35 (13 miliardi).
27/10/2009
26/10/2009
Simulazioni di combattimento di caccia israeliani in Sardegna
24/09/2009
Violazioni contro una minore palestinese nella prigione israeliana di Hasharon
The minor from the occupied West Bank is now held in isolation, as part of the victimisation campaign she is being subjected to by the prison authorities - see details below in the email from Tirtza Tauber of WOFPP.
Please protest to the Israeli authorities [see details below] and demand that the minor is immediately released from isolation. It is important that you emphasise that she would immediately be placed together with other Palestinian female prisoners unless she is immediately released from prison to be reunited with her family.
Please urgently write to Ron Prosor, Israeli Ambassador to Britain:
Also write to Israel Prisons Service:
Please circulate this call for action.
18/09/2009
Termina la lotta all'Esab: gli operai firmano l'accordo con l'azienda. A malincuore.
L'assemblea dei lavoratori della Esab di Mesero ha deciso - con 52 voti a favore e 8 contrari - di firmare la bozza di accordo delineata pochi giorni fa al Ministero del Lavoro tra RSA e vertici dell'azienda. Si tratta per i lavoratori di una scelta amara, che pone fine all'occupazione della fabbrica e al presidio sul tetto iniziato il 2 settembre scorso. Nel video le ragioni di chi ha votato a favore e chi contro.
L'accordo presenta infatti luci ed ombre: migliorano le condizioni di uscita, soprattutto per chi verrà accompagnato alla pensione (integrazione fino al 90% dello stipendio), e per gli altri, 2 anni di cassa integrazione ed incentivo all'esodo di 24.000 euro per chi va in mobilità volontaria, ma non c'è nessuna garanzia in merito alla ricollocazione e alla reindustrializzazione dell'area. Per questo la CUB, pur sostenendo la scelta dei lavoratori e delle RSA, ha deciso di non firmare l'accordo.
10/09/2009
Concertare, concertare...ci sono sindacati che fanno il loro mestiere e altri no...
07/09/2009
Il governo Norvegese disinveste dalla compagnia israeliana Elbit System
Si tratta di un piccolo gesto (in realtà ad essere colpita dal boicottaggio è solo il ramo dell'azienda Elbit System, esperta in sistemi di videosorveglianza e difesa), ma, come sottolinea lo storico Ilan Pappe, dal grande significato politico. La decisione è stata infatti presa dalla Ministra delle Finanze Kristin Halvorsen in accordo con la sua "consulta etica" e illustrata nel suo significato politico in una conferenza stampa che ha costretto i media israeliani a riportare la notizia. 04/09/2009
ESAB: operai sul tetto, fabbrica occupata
Il 22 giugno 85 lavoratori su 143 erano stati messi in mobilità. Per ragioni di pura speculazione la multinazionale ha infatti deciso di chiudere la filiale di Mesero, nonostante il buon andamento dell'azienda e di delocalizzare la produzione nell'Europa dell'est, lasciando in Italia solo la commercializzazione dei prodotti. Agli scioperi e alle proteste coordinate dalla CUB è seguito, il 3 agosto, l'incontro in Regione Lombardia, dove si è fatto un pre-accordo per convertire la mobilità in cassa integrazione straordinaria.
L'accordo prevede da parte della proprietà la garanzia di nuova occupazione per i restanti 58 lavoratori e la re-industrializzazione dell'area. Neanche la richiesta di un impegno da parte della multinazionale a un'integrazione della cassa per garantire il 100% del salario è stata accolta.
La resistenza degli operai continua, la CUB e Rifondazione Comunista invita lavoratori, delegati e società civile a esprimere la propria solidarietà al presidio della ESAB, in via Mattei 24 a Mesero.

31/08/2009
02/08/2009
SGOMBERO ALL'INNSE
Questa domenica 2 agosto 2009 c'è stato un massiccio intervento delle forze dell'ordine per sgomberare il presidio degli operai della INNSE e per scortare in fabbrica 40 addetti allo smontaggio di sei macchine produttive vendute dal vecchio proprietario Silvano Genta. Lo smantellamento di queste macchine comporterebbe la fine di qualsiasi trattativa volta a trovare un imprenditore interessato a rilevare l'azienda e a rimettere in moto l'attività produttiva con tutti i suoi 49 operai.Il Segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero davanti ai cancelli dell'INNSE di Lambrate riferisce delle iniziative messe in campo da Rifondazione Comunista per bloccare questo intervento improprio della Questura di Milano.
Dopo aver sgomberato la portineria dove i 49 operai mantenevano un presidio della fabbrica da 14 mesi, un ingentissimo numero di forze dell'ordine hanno chiuso via Rubattino, portato via il camper e iniziato a presidiare la via e le entrate della INNSE.
I lavoratori hanno subito organizzato un presidio, chiamando a raccolta tutti quanti hanno sostenuto la loro lotta in questo anno. Ci sono stati momenti di tensione con le forze dell'ordine, in particolare quando si è cercato di entrare dai cancelli verso Redecesio e quando, con un'azione improvvisa che ha disorientato la polizia, si è riusciti a bloccare per alcuni minuti la tangenziale est, impedendo l'uscita in via Rubattino.Sono poi intervenuti il Segretario del Prc Paolo Ferrero e il Segretario della Fiom Giorgio Cremaschi, che hanno rilanciato le richieste della RSU dell'INNSE, per bloccare, almeno per oggi, l'opera di smantellamento delle macchine e per poter rientrare nella portineria per passare la notte. Domani ci sarà un incontro in Regione alle ore 9 e poi di nuovo a raccolta davanti ai cancelli dell'INNSE, via Rubattino 81. I lavoratori della Innse fanno appello a tutti i compagni, i militanti, i lavoratori e gli studenti chepossono di recarsi il più presto possibile al presidio che si sta organizzando.

